Streetfighter V4S – Prova

Streetfighter V4S – Prova

Premessa: quando ho ritirato la moto dal nostro partner Tecnico Ducati Salerno – Mario Manzo, avevo un misto tra euforia e terrore…non è una cosa da tutti i giorni trovarsi a disposizione una tale “artiglieria”! i 208 cv della Street, in relazione al sua peso da ballerina, ne fanno un caso più unico che raro nella categoria, nonostante la ricerca della leggerezza sia da sempre un pallino degli ingegneri Ducati.

Eccoci al dunque: moto pronta per partire, giro di chiave e si iniziano a sentire tutti i vari rumorini elettronici dei sensori, il quadro si illumina pieno di colori, informazioni (e tante altre entrando nel  menù), accensione e parte la sinfonia; il “sorriso” del led è uno specchio per le allodole: sembra dolce ma in realtà sta a dirti “sei pronto!? Tu mi dici e io eseguo”.

All’inizio è pure facile cascarci, dato che da ferma non vibra tanto e quando sali ti accoglie con tutti i riguardi: l’altezza sella un po’ maggiore rispetto al Monster, la triangolazione con pedane e manubrio, tutto fa sì che il pilota sia molto a suo agio e anche il carico sui polsi non è per nulla eccessivo, anzi, la prima sorpresa è stata proprio una maggiore comodità percepita rispetto al Monster 1200!

Ci incamminiamo verso la superstrada un po’ preoccupato per il tratto trafficato che mi attende, ma subito mi si presenta le seconda sorpresa: la Streetfighter nel traffico, a bassi regimi nelle prime marce, è “elettrica”! non scalcia, non chiede il gas, è docile e ben disposta al trotto sornione (ma sempre agile tra le file di auto)….mi vien da pensare “ma a che mappa è impostata???” Sport…caspita, e chi se l’aspettava!?

Eccoci sulla superstrada, senza esagerare iniziamo a salire un po’ di giri e la moto sale bella decisa, non strattona per nulla ed è bella stabile, i curvoni (siamo pur sempre a velocità regolari) si affrontano facili, al minimo spostamento del corpo lei segue precisa, ci rimettiamo un po’ tranquilli causa traffico, poi appena la via si libera giro convinto la manopola del gas: dai 4000 giri andiamo a raddoppio, nessun effetto ON/OFF, la progressione è immediata, il tachimetro schizza in alto all’istante e mi devo subito abbassare sul serbatoio per avere un minimo di “aerodinamica”, onde evitare di volarmene dalla moto! Ed è solo l’assaggio!

La mattina dopo siamo pronti per la grande giornata: ci aspetta un bel giro, tra strade ad alta percorrenza e curvose, la Streetfighter in realtà la prima prova che supera è quella del bar! Mentre qualche socio (giustamente incuriosito di vederla da vicino) praticamente tutti quelli che si trovano a passarle accanto non possono esimersi dal fermarsi, studiarla, chiedere qualche informazione e sensazione di guida; io ovviamente cerco di rispondere a tutti ma ancora non la conosco a fondo, quindi per qualsiasi curiosità rimando tutti dal nostro partner tecnico Manzo, dealer ufficiale Ducati ad Angri.

Del resto, il colpo d’occhio le Ducati lo hanno sempre avuto, e questa (tanto per cambiare) ha vinto anche il “concorso di bellezza” che organizza ogni anno EICMA!

Quando siamo pronti, ci aspetta un primo giro attraverso l’Irpinia, alternando tratti veloci, con curvoni in salita e discesa in cui la Streetfighter dimostra tutte le sue doti muscolari, e dove il propulsore V4 fa capire di che pasta è fatto: la caratteristica preponderante è la facilità di risposta al comando del gas e la capacità di passare dai bassi ai medi agli alti regimi con disinvoltura, e con un’accelerazione elevatissima; a contorno ci sono le sospensioni Ohlins che digeriscono tranquillamente le imperfezioni del manto stradale e una menzioni d’onore va anche ai freni, modulabilissimi e in linea con il tipo di azione sulla leva: grazie anche a tutti gli aiuti elettronici, la frenata si consuma in spazi molto brevi senza la minima sbavatura, grazie alle nuove pinze Stylema della Brembo.

Quello che invece (causa impreparazione mia!) ci ho messo un po’ ad abituarmi è stato il cambio Quick Shift, che permette sia in scalata che in salita di fare a meno della leva del cambio: quando ci si prende la mano, diventa un vero piacere, soprattutto perché ci si rende conto del gran lavoro fatto dagli ingegneri nel fornire la moto di questo sistema precisissimo, che non altera per nulla il piacere di guida.

Uscendo dalla superstrada, ci accingiamo a percorrere curve più strette e un po’ sconnesse…ma lei mica se ne accorge! La danzatrice non si scompone, i cambi di direzioni procedono veloci e precisi e il motore continua imperterrito a non strattonare, le sospensioni digeriscono buche e avallamenti e anche quando l’asfalto diventa un po’ umido la moto resta stabile, dimostrando anche l’ottimo feeling che danno le Pirelli Supercorsa SP in dotazione (al momento del giro rodate di un migliaio di km).

Si torna in vista del mare, portiamo la nostra signora al cospetto del monumento di Piazza della Concordia a Salerno per farle respirare un po’ di salsedine, non prima di darle la possibilità di fornirci un’altra piacevole sorpresa: quella al distributore. Nonostante il passaggio da strade veloci a strad curvose da prima-seconda-terza, il consumo dichiarato dalla strumentazione parla di 17,5 km al litro, molto vicino a quello calcolato da noi di 16.7, senza dubbio un ottimo risultato considerato il tipo di moto.

Ultime foto, ultimi sguardi, poi il ritorno a casa.

Domani ci salutiamo, la speranza è di rivederci quanto prima perché sei stata una vera sorpresa, una signora moto,  e chissà cosa ci aspetterebbe tra i cordoli…. 

By |2020-06-03T19:51:13+00:00giugno 3rd, 2020|News|0 Comments

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Vice Presidente Indesmoniati D.O.C.

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